Il brand name è ciò che permette ad un consumatore di scegliere un’azienda rispetto ad un’altra. Il mercato in generale è pieno di marchi e prodotti e per distinguersi dalla massa è molto importante avere un nome che in qualche modo resti impresso nella mente del cliente.

Proprio per questo al giorno d’oggi le startup impiegano tantissimo tempo per scegliere il nome giusto. Tuttavia c’è da dire che molti brand name hanno una storia decisamente curiosa che vale la pena di conoscere.

Vediamone qualcuno insieme.

 

Amazon

Amazon è senza dubbio una delle imprese più grandi, mastodontiche e redditizie del nostro tempo considerando anche i soli 25 anni di vita. Partita come un e-commerce di soli libri essa ha permesso a Jeff Bezos, il fondatore, di essere dichiarato come l’uomo più ricco al mondo.
Ma come gli è venuta l’idea per il brand name?

La storie comune vuole che Bezos, alla ricerca di un nome valido, abbia deciso di utilizzare la lettera A in quanto nel 1994 i motori di ricerca mostravano principalmente i risultati in ordine alfabetico.
In più lo stesso fondatore ha dichiarato di aver scelto questo nome in riferimento al Rio delle Amazzoni (il fiume più grande del mondo) in quanto avrebbe voluto rendere la sua compagnia la più grande libreria al mondo.

In realtà questa è solo parte della storia in quanto Amazon prima aveva un altro nome. Il nome originario era Cadabra in riferimento ad “abracadabra”. Bezos decise poi di registrare il nome Rentless di cui c’è anche il dominio rentless.com il quale, tutt’oggi, reindirizza ad Amazon.

 

Apple

Anche Apple ha una storia interessante legata al suo brand name. Fondata nel 1976 oggi è uno dei maggiori punti di riferimento per computer e smartphone con milioni di clienti e miliardi di fatturato ogni anno.
Per comprendere la storia bisogna analizzare le parole di Steve Wozniak co-fondatore di Apple.

Nello specifico lui e Steve Jobs in quegli anni erano alla ricerca di un nome valido per la compagnia. In quel periodo le compagnie che realizzavano computer utilizzavano nomi molto più tecnologici come Microsoft e IBM.
Jobs, già in cura, si recava spesso a visita in un luogo che egli stesso definiva “un meleto”. Da li la prima idea: Apple Computer.
I due soci tentarono invano di trovare altri nomi ma, alla fine, Apple apparve come la migliore soluzione in assoluto. Il resto è storia.

 

Starbucks

Ad oggi Starbucks è una delle maggiori aziende che offre prodotti come caffè, cappuccini, frappè, dolci e altre leccornie. Milioni di clienti consumano i prodotti ogni giorno ma nessuno comprende realmente il significato di questo nome.
Era il 1971 quando i tre fondatori Jerry Baldwin, Zev Siegl e Gordon Bowker stavano studiando ed analizzando vari nomi.
Starbucks era solo una delle centinaia di soluzioni tant’è che la compagnia rischiò seriamente di chiamarsi Redhook.

Il processo di selezione durò un bel po’ e alla fine i fondatori scartarono solo sei potenziali nomi. Tra questi c’era ad esempio Cargo House che, a detta dei fondatori stessi, sarebbe stata una pessima soluzione.
Fu allora che il partner dell’agenzia pubblicitaria di Bowker menzionò il fatto che i nomi che iniziavano per “st” avevano senza dubbio un impatto maggiore.
La combinazione di queste due semplici lettere fece scattare in Bowker una scintilla che lo riportò a Starbuck il primo ufficiale di Melville in Moby Dick. Nonostante Moby Dick non avesse nulla a che fare con il caffè quel nome piacque così tanto che fu tenuto così.

 

Come visto trovare un brand name di successo non è affatto semplice e ci vuole anche tanto coraggio a sceglierne uno che abbia un certo impatto.

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