Uno dei mantra più diffusi in relazione al tema dell’innovazione e della creatività prevede di evitare come la peste le critiche riferite al proprio lavoro. L’assunto di base è legato al fatto che le critiche dovrebbero fungere da deterrente del flusso creativo e spegnere l’entusiasmo vero un progetto da parte del team.

L’avversione alle critiche si è notevolmente diffusa soprattutto negli ultimi 20 anni. La prima regola di un’attività di brainstorming all’interno di un team è chiara: evitare i giudizi è fondamentale per far sì che la creatività fluisca in modo efficace.

Per rendere questa regola ancora più pratica e semplice, è stata addirittura riformulata nel seguente modo: “Quando una persona propone un’idea, non dire” Sì, ma … “per evidenziare difetti nell’idea; invece dì “Sì, e …” con lo scopo di mostrare un approccio più collaborativo che prevede di aggiungere elementi all’idea originale senza criticarla.

Nei tempi recenti, però, si sta diffondendo un nuovo punto di vista in questo senso.

Bandire le critiche dal flusso creativo rischia di infondere un senso di superficialità nel progetto che porta all’obbligo di formulare compromessi con il risultato di dar vita a idee deboli e poco efficaci.

Secondo i seguaci di questo approccio, infatti, il processo creativo si sviluppa e acquisisce forza e valore proprio attraverso le critiche.

Secondo tale filosofia, l’atteggiamento da tenere in sede di brainstorming è “Sì, ma, e”.

 

La regola del “sì, ma”. Il problema con questa regola è che le idee, anche se veramente eccezionali, hanno spesso grossi difetti. Ciò è particolarmente vero per quelle più innovative perché si tuffano in spazi inesplorati. Se qualcuno sottolinea in fasi di brainstorming le problematiche correlate all’idea si rischierebbe di non dare vita ad una grande innovazione.

 

La regola del “sì, e”. L’idea di basarsi su un’idea, piuttosto che criticarla, al fine di mantenere un flusso creativo potrebbe sembrare una buona cosa. Tuttavia, senza un feedback critico, difficilmente capiresti perché la tua idea originale non ha funzionato.

 

La regola del “sì, ma, e”. L’equilibrio ottimale si raggiunge combinando il flusso creativo libero con elementi di critica costruttiva. L’atteggiamento ideale prevede che quando viene proposta un’idea A, un collega sottolinei innanzitutto ciò che percepisce come un difetto in essa, fornisce un feedback costruttivo (questo è il “ma”) e quindi suggerisce un modo possibile per superare o evitare l’errore, producendo l’Idea B (questo è il “e”). Il risultato di questo approccio? Un risultato migliore. Questo tipo di interazione costruttiva incoraggia un profondo ciclo di dialoghi costruttivi che possono portare a un’idea coerente e rivoluzionaria.

 

Si noti che il “ma” che anticipa l’”e” risulta un elemento essenziale. Per sviluppare la tua idea, il tuo collega non aggiunge semplicemente una nuova proposta migliorativa. In primo luogo, fornisce una critica, che ti consente di ricevere informazioni preziose e specifiche, vedere i punti deboli nella tua idea e migliorarla per un risultato ancora più efficace.

È la combinazione di “ma” ed “e” che crea progressi reali, consentendo al team di vedere sia i componenti positivi che negativi di un progetto e consentendo a ciascuna iterazione di approfondire e migliorare ulteriormente l’analisi.

 

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