Non è possibile mantenere la produttività durante un’intera giornata lavorativa senza adeguate pause. Per la maggior parte dei lavoratori, però, risulta molto difficile allontanarsi dalla propria scrivania anche se solo per pochi minuti.

Capitano a tutti giornate lavorative così impegnative che all’improvviso si realizza di non aver avuto a disposizione nemmeno un po’ di tempo per alzarsi dalla sedia. Le pause sono spesso considerate una sorta di lusso nella nostra cultura che prevede di lavorare sempre con un livello di pressione e stress molto elevato. Le giornate lavorative sono invase, dal mattino fino alla sera, da e-mail, telefonate, messaggi e impegni da gestire.

Il lavoro e gli impegni ad esso correlati spesso invadono anche il momento della pausa pranzo. Secondo alcune ricerche, il 62% dei professionisti solitamente pranza alla scrivania.

Tutti sappiamo che la mente necessita di pause per mantenere elevati i livelli di energia.

Quindi, perché risulta così difficile concedersi anche solo qualche minuto di pausa allontanandoci dalla nostra scrivania?

Sta prendendo sempre più piede tra gli studiosi la convinzione che le “micropause”, frequenti e brevi break che ci si concede durante la giornata, possono produrre addirittura più effetti benefici rispetto alle pause lunghe.

Una micropausa è qualsiasi momento di breve break che si concede durante la giornata lavorativa. Può fare riferimento a svariate situazioni: alzarsi per sciogliere le gambe, scambiare quattro chiacchiere con un collega o bere un caffè.

Sfortunatamente, la natura relativa al “qualunque cosa” intrinseca nelle micropause, le rende poco attraenti ad una valutazione superficiale. Ci sono già più che sufficienti distrazioni che attirano la tua attenzione ogni giorno. Quindi perché aggiungere intenzionalmente di più?

A dispetto della loro natura sedentaria, le professioni che implicano un lavoro mentale risultano stancanti sia mentalmente che anche fisicamente. Sia che tu sia un impiegato che un manager, le ore trascorse seduto ad una scrivania guardando il computer stancano gli occhi, il corpo e la mente.
Ancora peggio, concentrarsi troppo a lungo su un’attività può effettivamente rovinare la produttività.

Esiste un fenomeno psicologico che prevede che se si dà continua attenzione ad un oggetto che non si muove esso scompaia dal nostro punto di vista. Secondo i ricercatori tale meccanismo psicologico accade anche quando cii concentriamo troppo su un compito specifico.

Se l’attenzione prolungata a una sensazione fa svanire quella sensazione dalla nostra consapevolezza, l’attenzione prolungata a un pensiero dovrebbe anch’essa portare alla scomparsa di quel pensiero dalla nostra mente.

Anche se è importante la concentrazione durante le attività lavorative, troppo tempo speso con attenzione su un progetto potrebbe ritorcersi contro la nostra produttività. La nostra mente vaga naturalmente quando i livelli di energia si abbassano. Il corpo inizia a bramare il movimento e la nostra attenzione vacilla.

Le micropause impongono piccole interruzioni nella concentrazione e permettono al corpo di muoversi e riavviare il cervello. Solo pochi minuti (o meno) di distrazione possono avere un impatto sproporzionatamente potente sulla produttività.
Gli studi dimostrano che i microbreak possono migliorare la capacità di concentrazione, ridurre lo stress sul posto di lavoro e aumentare i livelli di felicità e soddisfazione verso il proprio ruolo.

Ci sono solo due regole che devi seguire nella gestione delle micropause: devono essere brevi e volontarie.

 

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