Da alcuni giorni si sentono i primi rumor in merito al possibile arrivo di un assistente vocale made in Facebook simile ad Alexa e Siri. Secondo i bene informati potrebbe essere integrato all’interno di uno smart speaker.

Anche Mark Zuckerberg e staff, quindi, sembrano essere al lavoro alla realizzazione di un applicativo dell’intelligenza artificiale che possa essere integrato in svariati dispositivi con cui gli utenti possono interagire solo attraverso l’utilizzo della propria voce.

Niente pulsante, niente display touch: gli assistenti vocali, sullo stile di Alexa di Amazon, Siri di Apple e l’assistente di Google, si usano solo attraverso l’utilizzo della voce per mezzo di altoparlanti.

La notizia dello sviluppo da parte di Facebook di un assistente vocale è trapelata tramite un’indiscrezione di due ex dipendenti del gruppo.

La redazione di CNBC ha colto la notizia e approfondito la notizia: pare che il progetto sia affidato a un team con sede a Redmond (Washington) e guidato da Ira Snyder, impegnato con iniziative sperimentali e prodotti hardware come i visori della linea Oculus dedicati alla realtà virtuale.

Sarebbero già state avviate le trattative con alcuni fornitori hardware per la realizzazione di uno smart speaker dedicato all’assistente vocale.

Tale nuovo prodotto potrebbe essere un nuovo elemento del catalogo Facebook, che comprende già il display Portal lanciato nell’autunno scorso.

In merito a queste notizie non vi è nulla di confermato ufficialmente da parte dell’azienda. Dai vertici del social network, infatti, al momento non giungono conferme né smentite in merito al possibile debutto dell’assistente vocale.

Se i rumor fossero confermati nei prossimi mesi, Facebook potrebbe entrare a far parte di un settore in cui la concorrenza regna già molto sovrana. Secondo le statistiche del mercato, infatti, il segmento degli smart speaker, in termini di market share, vede negli Stati Uniti dominare Amazon con la sua linea Echo (61,1%), seguita da Google con la famiglia Home e i device compatibili (23,9%), mentre la quota restante è condivisa dagli altri player.

Non è la prima volta che il colosso di Menlo Park si cimenta con progetti simili all’introduzione dell’assistente vocale.

Nel 2015, infatti, ha introdotto l’assistente M per l’applicazione Messenger, concepito per offrire suggerimenti, informazioni e supporto via chat. L’efficacia dello strumento, però, non si è dimostrata all’altezza delle aspettative portando così alla sua interruzione nel 2018

È proprio notizia di questi giorni, invece, che Facebook abbia clonato la voce di Bill Gates grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. I ricercatori di Menlo Park, infatti, hanno messo a punto un modello che riproduce fedelmente l’inflessione del fondatore di Microsoft e di altri personaggi famosi. L’obiettivo del progetto è migliorare gli assistenti virtuali e la sintesi vocale.

Tutto ciò è possibile grazie al nuovo modello messo a punto da Facebook, MelNet, che promette risultati migliori e avanzati rispetto alle soluzioni proposte dai concorrenti.

Il trend infatti è questo. Negli ultimi anni le voci degli assistenti virtuali, da Siri ad Alexa, da Cortana a Google Assistant, hanno fatto passi da giganti. Sono sempre meno robotiche, sempre più simili alla voce umana e sempre più capaci di usare pause e toni differenti tipici delle inflessioni della lingua che stanno parlando.

Come le soluzioni concorrenti anche MelNet si basa sul Machine Learning e sull’analisi di una grande quantità di campioni.

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