Una nuova ricerca pone in evidenza che condividere i momenti più imbarazzanti con i propri colleghi possa migliorare la creatività individuale e di gruppo.

Recentemente, infatti, è stata sviluppata una ricerca che prevedeva l’intervista a diversi professionisti per capire quale fosse l’atteggiamento migliora per affrontare una situazione imbarazzante con l’obiettivo di stimolare la creatività del gruppo di lavoro: meglio riderci su o affrontare la situazione con imbarazzo?

Lo studio ha portato subito in evidenza un aspetto molto importante: vantarsi con i propri colleghi dei successi raggiunti è un atteggiamento che influenza negativamente le performance e la creatività del gruppo.

L’ipotesi, infatti, si basa sul concetto che ascoltare i successi dei colleghi possa essere motivante ma, allo stesso tempo, anche risultare abbastanza intimidatorio da soffocare la creatività e, in definitiva, le prestazioni del gruppo.

Per scoprire nel dettaglio i risolti psicologici di determinati atteggiamenti, sono stati condotti due esperimenti. Nel primo è stato chiesto alle persone di condividere una storia imbarazzante e una di successo in contesti individuali e di gruppo e quindi partecipare a un’attività di creatività. Il risultato? Sia gli individui che i gruppi hanno generato più idee e una maggiore varietà di nuove soluzioni dopo aver condiviso storie di imbarazzo.

Quali sono le implicazioni di questo esperimento a livello aziendale?

Il modo in cui ci presentiamo è importante e può avere un impatto misurabile sul successo delle sessioni di brainstorming delle nostre aziende.

L’auto-presentazione, come sottolineano gli psicologi sociali, riguarda la gestione delle impressioni altrui su di noi. La maggior parte delle persone cerca di evitare l’imbarazzo perché suscita sentimenti di incompetenza, che potrebbero avere un impatto negativo sull’immagine di sé e sulle prestazioni. In realtà, però, le ricerche mostrano che è più probabile che l’anticipazione dell’imbarazzo, come pensare che un’idea creativa possa essere criticata pubblicamente, inibisca l’innovazione. Quindi condividere una storia imbarazzante può effettivamente contrastare le paure di futuri imbarazzi ricordandoci che siamo tutti umani. In definitiva, questo può migliorare le prestazioni su attività creative e di altro tipo.

L’orgoglio, a prima vista, sembrerebbe avere l’effetto di aumentare l’autostima e aumentare l’accettazione sociale, poiché altri potrebbero essere attratti dai successi ottenuti da un collega. La verità, però, è che l’orgoglio si presenta in più forme. La varietà “autentica” (“Ho ottenuto la promozione perché ho lavorato duramente”) è meglio correlata con l’autostima. La sua controparte “aristocratica” (“Ho ottenuto la promozione perché sono super talentuoso”) è associata a una forma di narcisismo potenzialmente scoraggiante.

Le ricerche dimostrano che le persone che hanno raccontato un momento imbarazzante hanno generato quasi il 28% in più di idee e oltre il 20% in più di varietà di idee rispetto a coloro che hanno condiviso con i propri colleghi un momento di orgoglio.

Ecco, quindi, alcuni suggerimenti per sfruttare in modo positivo con i propri colleghi i momenti di imbarazzo:

  • Incoraggiare i membri del team a raccontare, nel corso dei vari momenti della vita lavorativa, alcune situazioni di imbarazzo che li hanno visti protagonisti
  • Le storie sono potenti. Le ricerche mostrano che le persone ricordano e rispondono meglio a una narrazione con un inizio, una metà e una fine reali. Gran parte del valore è nei dettagli, quindi stimola i membri del team a fornirle
  • Tutte le storie condivise dovrebbero essere recenti, idealmente degli ultimi sei mesi
  • La reciprocità è importante: se un collega racconta un suo momento imbarazzante, rispondi condividendone uno a tua volta. In questo modo, l’intero gruppo può trarne vantaggio.
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