Evobyte Team - 15 Feb 2019
Cinque frasi da non utilizzare nelle Social Ads
Facebook sta prestando sempre maggiore attenzione agli annunci che gli inserzionisti decidono di caricare all’interno della sua piattaforma pubblicitaria. Ogni singolo ads viene vagliato e validato attraverso algoritmi e, in alcuni casi, controlli umani che ne analizzano il testo e il contenuto.
Diventa, quindi, prioritario prestare molta attenzione alla creazione di annunci da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’’utilizzo della piattaforma pubblicitaria.
È cresciuto in modo esponenziale rispetto al passato, infatti, il tasso di annunci respinti da Facebook. Sono bannati contenuti eccessivamente mirati o fuorvianti che non presentino in maniera chiara il messaggio principale.
La mancata approvazione degli annunci all’interno degli spazi pubblicitari Facebook Ads riguarda un numero sempre maggiore di settori, anche molto diversi tra loro: consulenti, terapisti, centri benessere, e-commerce e così via.
Evitare il ban da parte degli algoritmi di Facebook Ads non è così difficile come si pensa. Spesso, purtroppo, sembra proprio che Facebook non sia democratico nell’approvazione o meno delle campagne pubblicitarie.
Le ads storiche, attive da parecchio tempo, infatti, subiscono meno la severità del colosso di Mark Zuckerberg. Ma molti account, invece, hanno sempre più difficoltà a far approvare i propri annunci. Il problema di solito si riduce all’utilizzo all’interno degli annunci di una di queste cinque frasi proibite.
- Sei una mamma impegnata che fatica a trovare tempo per cucinare cibi sani per la propria famiglia?
Cosa non piace a Facebook: annunci che si rivolgono in modo troppo diretto agli utenti e sottolineano aspetti critici della loro vita. Facebook chiama questa tipologia di contenuti “Personal Attributes”.
La soluzione: utilizza storie, testimonianze, esperienze personali o risultati. Utilizza il meno possibile i termini “tu” e “tuo”.
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Cosa non piace a Facebook: utilizzo troppo frequente di lettere maiuscole e punti esclamativi. Tali elementi sono regolati dalle norme che Facebook identifica come “Grammar&Profanity”.
La soluzione: usa le maiuscole con parsimonia e solo per enfatizzare le parole davvero importanti.
- Stufo di diete che non funzionano? Vuoi perdere peso senza contare le calorie?
Cosa non piace a Facebook: annunci che fanno riferimento a temi sensibili. Salute, perdita di peso, prodotti di bellezza, anti-età sono tutti temi considerati “sensibili da Facebook” e regolamentati da norme relative a “Personal Attributes Policy, Personal Health Policy e Misleading or False Content Policy”.
La soluzione: all’interno dei tuoi annunci utilizza concetti positivi. Focalizzati su come potrebbero sentirsi le persone dopo aver utilizzato i tuoi prodotti.
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Cosa non piace a Facebook: comunicazioni che fanno riferimento alla possibilità di arricchirsi in modo facile e veloce, opportunità di lavoro da casa e call to action che citano obiettivi solitamente difficili da raggiungere. Facebook regola questi aspetti nelle norme relative a “Personal Attributes Policy, Multilevel Marketing Policy, Prohibited Financial Services Policy e Misleading or False Content Policy”.
La soluzione: stai molto attendo a trattare temi relativi al guadagno. Parla di opportunità reali di business e focalizzati sui benefici di ciò che stai offrendo senza esagerazioni.
- “&%#%^@%” ovvero cercare di inserire parolacce nell’annuncio
Cosa non piace a Facebook: annunci con contenuti offensivi. Facebook regola questa materia all’interno della “Grammar e Profanity Policy”.
La soluzione: crea annunci puliti e adatti ai bambini. Ricorda che Facebook può leggere tra le righe di un gruppo di caratteri per capire se stai provando ad aggirare le sue norme.



