Evobyte Team - 17 May 2018
Tutto (o quasi) ciò che fanno i grandi manager
Essere un grande manager al giorno d’oggi non è sicuramente semplice. Tra impegni, scadenze e tanto altro la giornata può rivelarsi davvero faticosa e stressante.
In più a tutto questo ci si aggiunge anche la pressione nell’individuare i membri che possono decisamente apportare dei miglioramenti al proprio team, con risultati non sempre soddisfacenti.
Vediamo quindi come fanno i grandi manager per comprendere chi è idoneo e come sia possibile migliorar le prestazioni del proprio team.
Comprendere le potenzialità
Una delle prime competenze che un grande manager deve avere è quella di comprendere quali siano le potenzialità delle persone che fanno parte del suo team. Questo naturalmente è un qualcosa che richiede in primis una competenza specifica in quello che è il settore trattato ed in secondo luogo un’abilità particolare nel comprendere quali possano essere i punti di forza di ogni singola persona.
A tal proposito infatti c’è da comprendere che non tutte le persone sono uguali o presentano gli stessi talenti e, affinché il lavoro possa essere svolto nella giusta maniera, risulta importantissimo assegnare ad ogni persona il compito che può essere più funzionale con le sue abilità.
Se si ha intenzione di ottimizzare tempistiche e risultati questo tipo di modus operandi risulta fondamentale in quanto può fornire un apporto importantissimo. Magari un elemento del proprio team non è particolarmente preciso ma in compenso è incredibilmente rapido con le grandi quantità. In questo caso gli si potrebbero assegnare ruoli che non necessitano di una raffinatezza particolare ma per i quali conta la velocità ed il tempismo.
In tal modo non si sprecherà tempo cercando di far immedesimare un collaboratore in un ruolo non suo e si potranno sfruttare al meglio le sue potenzialità.
Nello stesso ambito bisogna inoltre essere al corrente che, molto spesso, dare una maggiore libertà lavorativa al proprio team può aiutare tantissimo. Se ad esempio il nostro collaboratore, il quale è particolarmente bravo nel suo settore, ha un’intuizione, gli si dovrebbe dare la possibilità di metterla in pratica senza dover necessariamente chiedere il permesso.
Naturalmente non si sta parlando di decisioni cruciali per il futuro dell’azienda ma magari di piccole scelte che possono aiutare anche a farlo crescere professionalmente.
I 3 fattori determinanti
Come abbiamo avuto modo di vedere adoperare ogni membro del proprio team nel giusto ruolo risulta essere la migliore strategia in assoluto. Tuttavia sono ben 3 i fattori dei quali bisogna essere al corrente circa ogni persona che collabora con noi: i suoi punti di forza, i fattori scatenanti che attivano proprio questi punti di forza e come apprende.
Per comprendere fino in fondo una persona un buon manager deve sapere che l’osservazione ed il dialogo aperto possono rivelarsi dei mezzi assolutamente utilissimi. Nello specifico risulta molto produttivo porre delle semplici domande.
Sono due quelle che si sono dimostrate fino a questo momento più efficaci e sono: “Qual è stata la migliore giornata di lavoro che hai avuto negli ultimi 3 mesi?” e “Qual è stato il peggior giorno di lavoro che hai avuto negli ultimi 3 mesi?”.
Queste due semplici domande ti forniranno infatti tantissime informazioni. La prima ti permetterà di comprendere effettivamente cosa piace al tuo collaboratore ed in generale quali potrebbero essere i suoi talenti.
Con la seconda domanda invece puoi comprendere quali siano le attività che non gli sono gradite e quelle nelle quali probabilmente non è particolarmente abile.
Innescare il talento
Infine un grande manager dovrebbe essere sempre in grado di innescare il talento dopo averlo individuato. Nonostante una persona presenti un’abilità particolare infatti non è detto che questa si attivi sempre, ma potrebbero essere richieste delle “condizioni” particolari.
Ad esempio ci sono persone che reagiscono meglio dopo l’ora di pranzo e quindi potrebbe essere utile assegnargli compiti più complessi proprio in quell’orario li, o ancora persone che a contatto con il manager rendono di meno o di più ecc.
La vera bravura di un leader sta proprio nell’individuare questi fattori scatenanti e nell’andarli a sfruttare al meglio.



